Edifici a energia quasi zero, approvata la Direttiva dalle Regioni

27 marzo 2015
effici. energe. 2

Mercoledì scorso la conferenza unificata ha definito l'intesa sulle modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche, dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche. In questo modo, quindi, il decreto legge DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013 inizierà ad essere attuato. Tra le novità più importanti introdotte dal Decreto Minimi c'è sicuramente  la definizione degli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, con l'ottimizzazione del rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva. Allo stesso tempo la norma mira ad un'applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni per superare l’attuale problema della frammentazione normativa dovuta all’ampia autonomia regionale nel recepire la precedente Direttiva 2002/91/UE. Altre novità riguardano gli edifici di nuova costruzione e quelli che sono stati ristrutturati in maniera consistente. Per queste tipologie di edifici il rispetto dei requisiti minimi sarà valutato attraverso un confronto con un edificio di riferimento di uguali dimensioni, geometrie, orientamento, ubicazione e destinazione d'uso. In pratica, l’edificio di riferimento servirà a determinare il valore di energia primaria limite di legge che l’edificio di progetto dovrà rispettare. Per le strutture che invece hanno avuto solamente una semplice ristrutturazione energetica relativa all’involucro edilizio e agli impianti tecnici,  le nuove norme  indicano i requisiti minimi. Infine, si ricorda come  la Direttiva sarà attuata a partire dal 1° luglio 2015 e fino all’entrata in vigore di questa data non ci saranno cambiamenti.